AL DOGO ARGENTINO IL GRUPPO CORRETTO

La FCI (Federazione Cinofila Internazionale) raggruppa circa 360 razze di cani in 10 gruppi. 4 di questi sono Barcan e sono definite come razze da caccia. Il Dogo Argentino non rientra in nessuno di questi gruppi, nemmeno nel gruppo 2, classificato come il sottogruppo "Molossoide". "Molossoid" è un concetto proveniente dall’antichità associato al significato di “massiccio, solido, testa grande, ecc". Il Dogo Argentino non ha bisogno di questi attributi.

Quando il Dogo Argentino ottenne, nel 1974 sotto la direzione di Augustin Nores Martinez, il suo riconoscimento presso la FCI, fu collocato in quello che allora era il Gruppo 5. Questo Gruppo raggruppa principalmente le rinominate Razze Nordiche (come l’Husky Siberiano, l’Alaskan Malamud, ecc.), ed anche alcuni speciali cani da caccia, in prima linea i Cani da Muta, per la Caccia Maggiore, come per esempio il Rhodesian Ridgeback, un cane di supporto nella caccia al leone in Africa.

Questa collocazione del Dogo Argentino in uno dei Gruppi da Caccia corrisponde, come si è detto, a una delle fondamentali intenzioni dei creatori della razza (Antonio e Agustin Norez Martinez), i quali non avanzarono mai alcun dubbio sul fatto che il Dogo Argentino fosse un cane da caccia, soprattutto da muta, che riuniva diverse varianti in una sola.

Nel 1985 la FCI modificò parzialmente la classificazione dei suoi Gruppi e il Dogo Argentino si ritrovò improvvisamente nel Gruppo 2. Se questo avvenne per espresso desiderio o tramite accordo con la FCA, che essendo la corrispondente organizzazione del paese avrebbe dovuto essere consultata, non si sa ancora oggi. In poche parole, il Dogo Argentino divenne un Molosso, una categoria le cui caratteristiche non corrispondono con quelle delle razze di cani da caccia.

Per alcuni allevatori ed espositori del Dogo Argentino, questa nuova collocazione risultò appropriata. Cercavano così di assecondare le inclinazioni di un pubblico che simpatizzava maggiormente verso le razze di cani considerate principalmente di compagnia.

In Europa cani con caratteristiche corrispondenti a quelle dei Molossi acquisirono rapidamente una cattiva reputazione. Furono classificati come pericolosi o cani da combattimento. Di conseguenza, furono inseriti in liste ufficiali che ne proibivano il possesso e l’allevamento e vennero applicate esose tasse specifiche.

I menzionati e senza dubbio comparabili appassionati del Rhodesian Ridgeback furono più astuti.  Data la ricollocazione di certe razze nel gruppo della FCI, reclamarono il ritorno dei loro cani a un Gruppo di Caccia. Vennero collocati, con loro gioia, nel Gruppo 6.

Nell’Europa di quell’epoca il rapporto tra le popolazioni di Dogo Argentino e Rodhesian Ridgeback era approssimativamente di 1:1 (secondo quanto riportato da denuncie e iscrizioni in tutte le esposizioni, non solo delle grandi istituzioni).

Il Rhodesian Ridgeback ha oggi di gran lunga superato dal punto di vista numerico il Dogo Argentino. Il Rhodesian Ridgeback è rimasto il cane che è sempre stato. Come definizione il cane di caccia si trova dentro la categoria dei cosiddetti  “Cani Pericolosi”. Nelle esposizioni i giudici non sono inclini a considerarlo necessariamente un cane poderoso, ma più semplicemente un cane da lavoro.

Secondo le mie considerazioni non esiste nessun oggettivo motivo per mantenere il Dogo Argentino nel Gruppo 2. Il suo futuro può unicamente essere immaginato nel Gruppo 6 relativo ai cani da caccia, poichè:

  1. in questo modo sarà coerente con la storia della sua nascita e con il desiderio del suo allevatore
  2. in questo modo avrà assicurate le sue caratteristiche e la sua funzionalità (eccessiva dimensione, sostanza e peso non si accordano con il cane da caccia)
  3. l’essere inquadrato come cane da caccia lo elimina dalle liste proibite dei cani di lotta
  4. in questo modo resta documentata la sua versatilità e diviene estraneo a qualsiasi leggenda popolare.

Nessuno deve temere che il Dogo Argentino si trovi collocato al confine con i cani da caccia. Nessun Dogo Argentino ha bisogno di cacciare attivamente, ma lui può e deve ufficialmente poterlo fare, quando ne abbia la possibilità. Stimo che circa l’ 1% dei Rhodesian Ridgeback vengono utilizzati per la caccia; al massimo il 5% di tutti i Setter o Retriever cacciano o, per esempio, solamente il 10% di tutti i Pointer sono di proprietà di cacciatori. Ma l’ elemento fondamentale e conclusivo che deve essere tenuto in considerazione è che nella categoria degli allora cani del Gruppo 2, non si trova nessuna razza da caccia.

Del Autor. Otto Schimpf es Juez Internacional de Estructura de la FCI - Grupos 1, 2, 3, 5, y 6; y fue el primer Juez Especialista del Dogo Argentino (1979) en Europa.

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