GENÉTICA E DOGO ARGENTINO
"Nel rileggere alcuni dei miei articoli degli ultimi anni trovo alcune spiegazioni riferite a questioni sulla creazione della razza del Dogo Argentino. Al fine di elargire parte della nostra esperienza, vogliamo dare una visione generale di alcuni temi che crediamo siano fondamentali per coloro che desiderano conoscere meglio questa razza"
""_Se faccio incrociare un dogo di altezza laterale di 68 cm con una femmina di 60 cm come saranno i loro 10 cuccioli? Quanto alti, Quanto bassi? Alcuni medi? Tutte le Femmine basse? Tutti i Maschi alti? _E se si incrocia una femmina alta con un maschio basso? Dobbiamo aspettarci la stessa proporzione? Chi sarà alto o basso? _Chi potrà rispondere a queste domande? "
Dico spesso che: Se si parlasse di una fabbrica di macchine o aerei forse si potrebbe sapere. Ma parliamo di essere viventi e quindi non ci sono cifre assolute, se non tendenze e probabilità. La genetica dà parametri, non certezze. _ Quanto bassi, Quanto alti? E’ impossibile saperlo con precisione. Questa domanda non si può inserire nell’esistenza di QUALSIASI TIPO DI ESSERE VIVENTE.
"Se io volessi ottenere le teste tipiche della razza del Dogo Argentino, che cosa devo tenere in considerazione più dell’utilizzo di padri e madri dalla testa tipica? Una testa perfetta è più dominante di una non perfetta? Maschi con una testa perfetta hanno più forza genetica delle femmine di testa perfetta? Che cosa è possibile sperare per i loro cuccioli?
C’è qualcosa che si chiama legame genetico per cui i geni del cromosoma si ereditano in blocco. Il famoso "Crossing Over" della meiosi non separa i geni di differente locus. Questo può essere totale o parziale, per cui alcune caratteristiche, buone o cattive, si ereditano insieme.
A volte nella razza umana è più facile trovare l’idea di vincolare i gruppi.
Se prendiamo in considerazione una persona, per esempio di pura razza giapponese, possiamo notare che, insieme agli occhi a mandorla, al colore della pelle, presenta una serie di altri fattori: i capelli lisci, il cranio un pò basso, una statura media, spalle ampie, orecchie piccole, etc.
Lo stesso si applica a tutte le altre razze, come i cani. Per la combinazione di tutti i geni dello stesso cromosoma, oltre al muso lungo del Dogo Argentino si possono manifestare altre caratteristiche non desiderate, come le costole piatte, la mancanza di energia, la debolezza, le ossa...
E’ per questo che a volte è difficile "rompere la catena”. Quante volte si dice: "Se questo bambino avesse la testa del Padre e il corpo della madre...?"
Nel Dogo, l’elemento della ripetizione è stato applicato maggiormente alle linee di sangue curate da alcuni allevatori in Argentina, dove cerchiamo le origini di questa razza. E’ necessario fare delle correzioni al pedigree per determinare i veri padri, bisogna conoscere eventuali problemi già esistenti nell’allevamento, la discendenza, vedere foto, informarsi sui fratelli, controllare se la linea è pura oppure no.
Così si è provato a realizzare le correlazioni nella sua creazione e, naturalmente, a seguire gli animali nei loro ultimi anni per ottenere un grado di esattezza superiore al 50% per determinate caratteristiche, sia buone che cattive. Quando si quantifica in un processo strutturato, applicato a una buona conoscenza della genetica, si ottengono risultati incredibili. C’è una grande differenza nel leggere gli articoli di Google, Yahoo e i libri dell’università e la pratica della creazione della verità!
Un’altra cosa importante: è stato scoperto che le caratteristiche che sono dominanti in un allevamento possono essere recessive in un altro a causa della selezione fatta per ognuno nel corso degli anni. Per questo è fondamentale che si abbia una profonda conoscenza dei cani che si cerca di inserire in un allevamento. La razza è ancora un raggruppamento di tipi.
Ogni manipolazione genetica chiamata di inbreeding (e nella sua forma meno utilizzata di linebreeding) causa risultati differenti nel corso del tempo.
La consanguineità crea un alto grado di omozigoti nei cuccioli e fissa le caratteristiche desiderate. E’ anche possibile che diventi "espressione" dei geni recessivi che non sono presenti nello stato di eterozigoti. Se un gene recessivo (a) è poco frequente in una popolazione, sarà sempre mascherato dal gene dominante (A). Attraverso la consanguineità, un gene recessivo (a) può passare in uno stato di eterozigote (Aa) proveniendo da antenati comuni ad entrambi, padre e madre, con la creazione di geni recessivi omozigoti (AA) nei bambini. Purtroppo anche i geni non desiderati possono essere fissati per consanguineità. Tuttavia, la consanguineità non crea geni non desiderati, ma semplicemente aumenta la possibilità di espressione di quelli che sono già presenti allo stato di eterozigoti.
La tendenza a disfunzioni controllate da geni multipli, come la displasia all’anca, al femore e anomalie genetiche del cuore (come la sub-estenosis aortica) possono essere accentuate dalla consanguineità. Questa è la motivazione per cui i coefficienti dei famosi inbredding aiutano molti dei parametri in analisi. La conoscenza del grado di consanguinetà del pedigree non sarà di aiuto se non si conosceranno i geni che sono stati incrociati, ovvero i coefficienti di correlazione e di sangue. Non si utilizza la microscopia elettronica per analizzare il DNA...
Alcuni individui possono avere in comune le caratteristiche ricercate, ma queste caratteristiche si ereditano in modo differente. Questo è valido soprattutto per il carattere "poligénico", come il dispiegarsi delle orecchie, il morso, etc. Allevando due cani fenotipicamente uguali ma genotipicamente Indipendenti (con nessun grado di parentela), non necessariamente saranno riprodotte queste caratteristiche.
Al contrario, gli individui che possiedono lo stesso albero geneaologico non necessariamente presenteranno le stesse caratteristiche. Per tanto, un allevamento non si può pianificare solo sulla base del suo pedigree o per semplice sembianza. Gli incroci devono basarsi su una combinazione di sembianza e ascendenza. Se si è disposti a stabilire che certe caratteristiche - per esempio una buona conformazione del cranio – si possono riscontrare nei padri ma non nel linebreed degli antenati dei cani, allora si può essere sicuri di ottenere quest’obiettivo. Ancora una volta si parla di probabilità e non di certezze. Il punto è che alcuni caratteri sono così complessi che nella frenetica ricerca di una testa tipica della razza si perdono quasi sempre tutti gli altri fattori. Ma quando l’allevatore padroneggia veramente gli standard stabiliti per più generazioni vengono notati.
Se un linebreed produce un cagnolino avente qualità meravigliose, ma queste qualità non son presenti in nessun dei precedenti cuccioli, è sicuro che sarà un cane con una brillante carriera nelle esposizioni ma che non sarà mai un buon maschio. Quanti Doghi belli che hanno vinto vari titoli nell’esposizione di Razza, vengono incrociati con femmine differenti generando animali sotto il livello standard che ci si aspettava? La colorazione di tutta la figliata e/o cuccioli magri e con poca forza? Una cosa è uno MASCHIO, un’altra un animale geneticamente instabile.
Il Brio del Indio Bianco (Czar) - Bravura del Ayar: Uno dei principali Maschi della Storia della Razza in Brasile.
Un esempio può essere didatticamente utile:
I geni paterni determinano il muso medio; il gene materno discrimina il muso lungo. Avendo solo una narice, la femmina non può far fronte a questi due geni. In questo caso è sottomessa agli altri. "Il vincitore sarà qualificato come "dominante", il perdente come "recessivo". Il cucciolo di dogo nascerà con il muso lungo, a meno che nelle sue cellule germinali (quelle che determineranno i suoi futuri figli) la presenza del gene recessivo determinerà una proporzione del muso medio. Questo cucciolo, anche se nasce col muso lungo, non è "puro" per la variabile "grande lunghezza del muso, ma ibrido. Se si incrociano due Doghi di questo genotipo, sebbene entrambi abbiano il muso lungo, probabilmente daranno vita ad una discendenza che nel 50% dei casi avrà il muso medio”.
Tuttavia, l’accoppiamento di due individui, entrambi riconosciuti come "puri" in relazione al fattore della grande lunghezza del muso, darà vita a figli con musi lunghi.
Questi cani che hanno ereditato due geni di muso lungo, uno dal padre e uno dalla madre, non sono puri rispetto al fattore, sono cioè "omozigoti", a differenza di quelli ibridi che sono "eterozigoti", portatori di vari fattori o disequità. Questo è valido per CIASCUNA caratteristica del Dogo Argentino.
Con qualche piccola conoscenza in più, sull’importanza degli omozigoti e della purezza, si può capire perchè i fattori omozigoti dominanti abbiano più forza genetica. Cioè, una forza uguale ai fattori dominanti. Un fattore, sia dominante che recessivo, essendo in omozigosi, aumenta la sua forza in modo che si imponga sull’altro dominante, ma più debole perchè in eterozigosi. Nel caso del muso: muso lungo domina quello medio. Se questo fosse stato in omozigosi e l’altro no, il muso lungo si sarebbe avuto in un numero di animali maggiore di quanto ci si aspettasse.
Sono variazioni di questi geni, come il controllo della Tipicità del cranio, la dimensione e l’angolo dei posteriori, che producono variazioni (o famiglie o linee di sangue) dentro la razza del dogo Argentino.
Cosa succede nella pratica?
*) Il primo passo è determinare quello per cui si vuole lavorare e l’obiettivo. Nel nostro caso è ben definito. Ma potrebbe essere: la magrezza, più ossa, maggiore aggressività, etc.
*) Effettuare misurazioni e osservazioni che sono state fatte su un determinato campione di popolazione per raggiungere determinati obiettivi. Annotare tutto sin dalla nascita delle cucciolate. Così da conoscere l’indice della displasia quando incrociamo A x B, i tipi di testa, etc, incluso il temperamento (sebbene la combinazione dell’integrazione con l’ambiente + genetica configurari la situazione finale)
*) Determinare l’ereditabilità dei caratteri considerati.
Di conseguenza una attenta selezione dell’allevamento è importante. Ma sono anche importanti, forse fondamentali, le scelte dei cuccioli della figliata per ottenere obiettivi genetici a lungo termine.
I lavori genetici o le caratteristiche dominanti devono essere stabiliti per tempo, ed essere inseriti come parte di un piano di allevamento a lungo termine. Saranno necessarie varie generazioni perchè si fissi. Caratteristiche con un predominio dei geni sarà fissato in forma più lenta, perchè gli individui eterozigoti (Aa) nella razza non si differenzano in modo immediato da un omozigote dominante (AA). Caratteristiche dei geni recessivi ricercati possono fissarsi in una generazione, perchè gli individui che mostrano queste caratteristiche sono omozigoti per i geni recessivi. Legami di sangue o cani che sono stati creati attraverso diversi incroci e per varie generazioni devono essere preferibilmente scelti dal loro allevamento.
Questo è in funzione dei gradi omozigoti dominanti (AA) e per i geni recessivi ricercati (aa).
Tutto questo conduce ad una semplice ma non sempre facile conclusione:
"Una nuova creazione genetica è riconosciuta come tale solamente per l’omogeneità di diversi fattori, la storia dell’allevamento, gli obiettivi ottenuti e non manifestati in un unico animale o nella maggior parte dei nati come risultato della casualità, e nemmeno come risultato di un lavoro cosciente."
Parlare del Dogo in modo virtuale o riferirsi semplicemente a due cani AXB in un cortile, fa di te un “Doghero” allo stesso modo che entrare in un garage potrebbe fare di te una macchina.
La Fortuna ci vuole e fa parte del mondo dell’allevamento. Ma non a lungo termine e in modo così esteso...
Si deve sapere cosa si sta facendo.
Oswaldo Paiva - Cabaña Bravura del Ayar |